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ASSOCIAZIONE CULTURALE ANTON BRUCKNER
Via Principe Amedeo, 205
90047 - Partinico (Pa)
 
Tel. +39 320 1433936
 
Fax +39 091 38046249
 
e-mail: info@corobruckner.it

 

 
        credits
Giovanna, soprano di Borgetto
Carlo, tenore di Partinico, socio fondatore, prima esecuzione con il coro: 18 marzo 1997
Antony, basso di Partinico, è attualmente consigliere del Consiglio Direttivo dell'Associazione.
Maria Antonietta, soprano di Partinico
Valentina, contralto di Borgetto
Salvatore, tenore di Montelepre
Ezio, basso di Partinico, socio fondatore, prima esecuzione con il coro: 18 marzo 1997, Presidente dell'Associazione Culturale A. Bruckner dal 1998 al 2001, è attualmente tesoriere del Consiglio di Amministrazione dell'Associazione
Fiorella, soprano di Partinico, socio fondatore, prima esecuzione con il coro: 18 marzo 1997
Maria Pia, contralto di Partinico
Raffaele, tenore di Partinico, socio fondatore, prima esecuzione con il coro: 18 marzo 1997
Claudio, tenore di Partinico
Francesco, basso di Borgetto
Maria Grazia, soprano di Partinico, è stata Presidente dell'Associazione Culturale A. Bruckner dal 2001 al 2002
Laura, contralto di Cinisi
Vito, basso di Montelepre
Salvatore, tenore di Montelepre
Emmanuela, contralto di Borgetto, prima esecuzione con il coro: 12 aprile 1998
Francesco, tenore di Borgetto
Roberto, basso di Partinico
Patrizia, soprano di Partinico, socio fondatore, prima esecuzione con il coro: 01 novembre 1997,, è attualmente vice-presidente dell'Associazione Culturale A. Bruckner
Lorena, contralto di Partinico
Antonio, tenore di Partinico
Francesco, basso di Partinico
Monica, soprano di Partinico, prima esecuzione con il coro: 18 marzo 1997, è il Presidente dell'Associazione Culturale A. Bruckner
Ita, contralto di Partinico, socio fondatore, prima esecuzione con il coro: 18 marzo 1997.
Vito, tenore di Partinico, socio fondatore, prima esecuzione con il coro: 18 marzo 1997 è stato Presidente dell'Associazione Culturale A. Bruckner dal 2002 al 2007
Luca, basso di Alcamo
Caterina, soprano di Borgetto è attualmente segretario del consiglio direttivo dell'Associazione Culturale A. Bruckner,
Melania, contralto di Borgetto
Maria Francesca, soprano di Partinico
Gabriela, contralto di Partinico
Maria Antonietta, soprano di Partinico
 
 
 

 

 
 
Soprani: Contralti: Tenori: Bassi:
       
Giovanna D'aquila Ita Corrao Carlo Buetta Antony Barranca
       
Maria Antonietta
Lo Iacono
Melania Vicari Salvatore Cucchiara Ezio Costantino
       
Fiorella Spatafora Gabriela Tola Raffaele Giannola Roberto Bongiorno
       
Maria Grazia Licari Laura Venuti Claudio Navarra Vito Gaglio
       
 
Patrizia Longo   Vito Russo Francesco Viola
       
   
Monica Supporta     Luca Scavone
       
     
Caterina Taormina      
       
     
Maria Francesca
Varvaro
     
       
       

BREVE STORIA DELLA MUSICA CORALE

   INTRODUZIONE

Coro: Composizione eseguita da un gruppo di persone che cantano insieme; il termine indica anche il gruppo stesso. L'esecuzione di musica corale implica solitamente due o più esecutori per ciascuna parte. I cori possono essere maschili, femminili, di bambini o misti. Sebbene la musica occidentale ne abbia fatto un genere di grande complessità, la pratica del canto corale è diffusa in tutto il mondo, in contesti popolari e tribali come nella tradizione colta. Questi canti possono infatti accompagnare il lavoro manuale, avvenimenti della vita sociale oppure entrare a far parte del rituale religioso. Fra le tante tradizioni di canto collettivo vi sono i cori polifonici e poliritmici della musica africana, le armonie di terze e seste delle zone alpine e slave settentrionali, i canoni per voci femminili dei Balcani, che procedono talvolta per seconde parallele, il canto corale all'unisono che può accompagnare il gamelan indonesiano e, infine, i cori all'unisono e polifonici dell'Oceania.

LO SVILUPPO DEL CORO NELLA MUSICA OCCIDENTALE

Il coro occidentale nacque nel VI secolo, quando papa Gregorio Magno inaugurò scuole di canto (vedi Canto gregoriano) nei maggiori centri dell'Occidente, per assicurare l'esecuzione corretta della musica liturgica. Molti cori, ancora attivi oggi, si formarono in epoca medievale, come quelli della Cappella Sistina a Roma, della cattedrale di Santo Stefano a Vienna o del King's College dell'Università di Cambridge. Tra il Cinquecento e il Seicento il repertorio della musica corale si estese al di là della sola liturgia. La Riforma incoraggiò il canto collettivo informale di testi religiosi: salmi metrici in Francia, Svizzera, Inghilterra, Scozia e corali o inni in Germania. Il Rinascimento italiano adottò l'esecuzione corale di generi come il madrigale, un tempo eseguiti da complessi di voci singole. Nel Settecento, le opere per coro accompagnate da orchestra di Johann Sebastian Bach e di Georg Friedrich Händel favorirono la nascita dei cori amatoriali, nei quali le donne cantavano le parti per soprano e per contralto. 

GENERI MUSICALI

Parallelamente alla liturgia, anche la musica della Chiesa cattolica si fece più complessa. Dal XII al XV secolo, il canto fermo gregoriano ampliò la musica latina da chiesa. Generi come l'antifona e, in particolare, il mottetto e la messa furono i principali veicoli dello sviluppo della polifonia occidentale in questi secoli. Le loro controparti nell'Inghilterra riformata furono l'anthem e il servizio. Tra i grandi maestri della musica da chiesa del XV e XVI secolo, ricordiamo il francese Guillaume Dufay, l'italiano Giovanni da Palestrina, lo spagnolo Tomás Luis de Victoria e l'inglese William Byrd. Nel Cinquecento, l'equivalente profano del mottetto fu il madrigale, genere in cui eccelsero, tra gli altri, gli italiani Luca Marenzio e Claudio Monteverdi e gli inglesi John Wilbye e Thomas Weelkes. I massimi compositori del tardo barocco, Händel e Bach, oltre ad ampliare lo stile del loro paese, padroneggiarono perfettamente le più avanzate tecniche italiane, francesi e inglesi. Händel si stabilì in Inghilterra e portò l'oratorio a un altissimo livello di sviluppo. Bach basò sul corale luterano le sue passioni e quasi trecento cantate. Durante il classicismo (1750-1820 ca.), nelle messe di Beethoven, Mozart e Haydn, l'orchestra cominciò a uguagliare per importanza il coro. Le grandi opere corali del XIX e XX secolo impiegarono gli strumenti per sottolineare il significato dei testi. Esempi importanti sono La messa da requiem (1874) di Verdi, il Requiem tedesco (1868) di Brahms e i Carmina burana (1937) di Carl Orff. L'introduzione delle voci in un ambito che fino ad allora era stato puramente strumentale inaugurò il genere della sinfonia corale. La prima e più famosa è la Nona sinfonia di Beethoven (1824), il cui ultimo movimento comprende una versione corale dell'ode Alla gioia del poeta tedesco Friedrich von Schiller. Tra le più celebri opere di questo genere si ricordiamo la Seconda, la Terza e l'Ottava sinfonia di Mahler. Il linguaggio più avanzato del Novecento ha prodotto opere come la Sinfonia di Salmi (1930) di Stravinskij, i Canti di prigionia (1941) di Luigi Dallapiccola e la Passio et mors Domini nostri Jesu Christi secundum Lucam (1966) del polacco Krzysztof Penderecki.

BIBLIOGRAFIA GUIDA

Consonni, E., Istruzione e direzione del coro, Edizioni Eco, Milano 1988.

Streito, B., Coralità: conoscenza, comunicazione, società, Gens, Milano 1988.

Zecchi, A., Il coro nella storia. Dizionario dei nomi e dei termini, Bongiovanni, Bologna 1960.

 

 
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